Parrocchia Sant'Antonio di Padova, Viale Trento 63900 Fermo(FM) Tel 0734/229007 Fax 0734/217143

Ciao Don Checco
I nostri saluti, i nostri pensieri, i nostri grazie per te Don Checco
firmaLascia la tua dedica o una tua foto
18 maggio 2020 (trigesimo di Don Checco)
Abbiamo scelto la prima (possibile) data
per poter fare questa adunata.
Oggi siam qui, siam tanti in duomo
per salutare un prete, un uomo,
che ancora una volta ha richiamato
il suo gregge che non l’ha scordato
e che è venuto con sentimento
ma con il limite di soli duecento.
Tutti riuniti intorno alla mensa,
la commozione è sempre più intensa.
Massimi onori ti volevam fare
col vescovo Rocco a ringraziare
il Signore per la tua presenza
per questi 20 anni di fede e sapienza,
non certamente per la poca clemenza:
quante cazziate, invettive e sermoni
per farci diventare più santi e più buoni.
Ma in questo evento, più unico che raro,
ti porta il saluto anche il sindaco Calcinaro,
grato anche lui, con semplicità,
per il tuo contributo dato alla città:
tanti anni come vicario foraneo,
non certo un impegno …istantaneo,
per tanti ultimi della città
cui non negasti ospitalità.
E quando a casa ritorneremo
non potremo più fare a meno,
pur aspettando chi ci guiderà,
di continuare come vera comunità.
Speriamo che da queste situazioni
possano nascere nuove vocazioni
o perlomeno dei laici maturi
che diano frutti assai duraturi.
Ma il nostro lavoro per il Suo Regno,
sarà nullo senza il tuo impegno (da lassù),
presso l’Altissimo, in fin dei conti,
tu potrai smuovere mari e …Monti.

I tuoi parrocchiani
Paolo
Personalità poliedrica e controversa, solare ed ombrosa nel contempo, amato ed avversato, ma sempre se stesso, non curante del parere altrui, senza cedere a compromessi per apparire più “piacevole”.
Di una fierezza tale da sembrare una persona supponente! Era invece grato a Dio per i doni ricevuti e sapeva vederli anche negli altri. Non che si effondesse in elogi sperticati, ma dallo sguardo significativo e da una parola “lampo” si coglieva la portata di un elogio “magro”. Non era neanche troppo abituato, lui figlio unico, per giunta unico sopravvissuto! Va da sé – senza demerito- che in questi casi manchi il confronto e la fatica di una crescita condivisa. Si diventa di per sé degli “assoli” poco abituati ad armonizzarsi col canto altrui. La Provvidenza, che ama i suoi figli, lo ha “catapultato” nella Parrocchia di Sant’Antonio di Padova, nel cui ambito territoriale si trova il nostro Monastero.

“Pater familias”, dunque, di una comunità vivace, fedele che lo ha plasmato, quasi “costringendolo” all’ascolto e al confronto, in definitiva ad un cambiamento. Molti in lui hanno scoperto il cuore buono (anche se malato, purtroppo!), disponibile, sensibile, attento ai problemi altrui e fattivo nel risolverli, come meglio poteva. Nel 2016, l’anno fatale del terremoto, avendo saputo che avevamo accolto nove consorelle sfollate, si è subito attivato per farci avere aiuti: una vera e propria gara di solidarietà! Anche a Novembre 2019 è arrivato un suo prezioso contributo dopo essere stato informato che il pavimento della nostra Cappella si era sollevato (anche a causa del terremoto, nel tempo) e bisognava smantellarlo tutto per rifarlo.
Capace di guidare anche con la verga quando occorreva prendere decisioni e denunciare deplorevoli accadimenti, come le spregevoli scritte razziste sui muri. Un pastore che leva la voce senza timore per richiamare ai valori del Vangelo e schierarsi dalla parte dei deboli.
Capace di confrontarsi con noi, lui nostro cappellano per molti anni, e lasciarsi "educare" nella comprensione del nostro carisma che nella sua situazione di emergenza – appena approdato a Fermo – gli era risultato poco utile: atteggiamento non molto incoraggiante per noi, come se stessimo spendendo la nostra vita inutilmente! Quale non fu la sorpresa – nel tempo – in una ricorrenza “benedettina”, un’omelia da esperto monaco, non tanto per la conoscenza quanto per l’unzione del cuore che richiamava ai valori monastici, illuminanti per la vita di ogni cristiano. Di certo, pragmatico com’era, nel suo cuore non aveva “divorziato” dalla “parte migliore” di Maria, nel racconto dell’evangelista Luca. Non era sopita quell'esigenza interiore, forse “risvegliata” ed uscita d’impeto nell’occasione di cui sopra.
D’altra parte il vero contemplativo è attivo: un armonioso binomio! Confermando quanto prima, in tutti i modi cercava di convogliare i suoi parrocchiani al nostro monastero: catechesi per i bambini, i suoi amati bambini in mezzo ai quali lo vedevamo sorridente e giocherellone, un altro Giovanni Bosco! Un padre in mezzo ai figli di cui conosceva "usi e costumi", come si suol dire!
Apprezzava molto le catechesi delle nostre consorelle che con vivacità anche "strumentale" e "canora" spiegavano l’Eucarestia, partendo dal chicco di grano, meravigliosa particella della creazione capace di esplosiva vita e sostentamento, prima in spiga e poi in pane, simbolo dell’Eucarestia!

Attento alle nostre iniziative, incoraggiava i giovani a parteciparvi, come per es. la veglia di preghiera per l’entrata di una ragazza in monastero alla quale aveva chiesto la testimonianza che molto aveva apprezzato per i dettagli del percorso fatto, parabola della vita di ogni essere umano.
"Preghiera estiva in Monastero": alle 21,30 giovani e adulti per pregare insieme a noi monache l’Ufficio delle Letture, nostra iniziativa da lui molto incoraggiata! Immancabile l’appuntamento il 14 agosto, con la santa Messa in occasione della festa di San Massimiliano Kolbe e con concorso di alcuni parrocchiani: un’occasione per consolidare i rapporti fra di noi e mettere in risalto la presenza di un Monastero nel territorio.
Esperienze di due giorni in Monastero per i giovanissimi, con un loro programma, ma anche per far “respirare” aria diversa ed ascoltare qualche testimonianza, atta a stimolare processi interiori che evidenziassero i valori veri della vita. Invitato da noi il 2 agosto per l’iniziativa chiamata “Il faro”, partecipò con entusiasmo e a riguardo ci disse ch’era fiero di noi: lo sentimmo davvero un padre orgoglioso delle sue figlie!
Tanti percorsi insieme durante il suo servizio in mezzo a noi come cappellano, ma alcuni appuntamenti sono rimasti fissi nel tempo. Gli impegni in Parrocchia erano aumentati, in più la grande opera “mosaica” della bellissima Chiesa di Sant’ Antonio: passione e zelo lo “divoravano”! Ne andava fiero ed era felice della visita e della vicinanza del nostro Arcivescovo Rocco da cui si sentiva incoraggiato. A riguardo mi aveva mandato un link sul Convegno Diocesano del 21 Settembre 2019 dicendomi: “Ascolta le parole con cui il Vescovo apre la sua relazione alla fine”.
Le parole dell’Arcivescovo sono un elogio nei confronti di don Checco per un articolo scritto 35 anni fa e quantomai attuale ed un invito a pregare per lui nel periodo di prova.

Il nostro rapporto, anche se ormai non ci frequentava più, è rimasto vivo nel tempo, anche attraverso messaggi, comunicazioni, richiesta di preghiera, ringraziamenti, come di seguito negli ultimi due anni.

"La vostra vicinanza è una grande sicurezza perché è segno vivo dell’Amore. Notte. Vi benedico" (25 Settembre 2019)
"Oggi preghiamo insieme Santa Teresina di Lisieux cui mamma aveva affidato mia sorella Teresa morta a 11 mesi e che mi ha sempre ricordato di celebrare. Domani festeggio ugualmente gli Angeli Custodi secondo gli insegnamenti di mamma che mi diceva "tu ne hai 3 in più in Paradiso". Poi festeggeremo Francesco, finalmente. Giorni santi per me, consolanti in questo periodo di difficoltà e, ancora, di sofferenza. Prega con me” (1 Ottobre 2019)
"Cara Badessa, oggi ottima visita di controllo… Oggi per la prima volta faccio qualche passo senza stampelle. Grazie della vicinanza e delle preghiere. Un abbraccio” (3 Ottobre 2019)
"Io ti do una notizia commovente: PCR 0,8 e VES 40, cioè infezione azzerata” (7 Ottobre 2019)
Pur tribolato, la sua attenzione e sensibilità per gli altri non era cessata.
"Con commozione e vero dolore, anche se nella coscienza dell’infinito Amore, vi comunico che ci ha lasciati per il Cielo, pochi istanti fa, Domenica Seconi in Guarnieri" (20 Novembre 2019)
"Pur nella ricchezza, nella gioia e densità delle celebrazioni, questo Natale è stato per me non tanto il terzo mistero gaudioso, ma ancora il quarto mistero doloroso. Grazie. Vi abbraccio tutte, sorelle mie" (25 Dicembre 2019)
"La prima colazione dell’anno con i santi biscotti benedettini non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard. Oggi giorno di gioia, vi risparmio il bollettino medico della mia gamba "buona". L’ho messa a letto. Il resto di me la sopporta e aspetta tempi migliori nel nuovo anno. Vi abbraccio forte" (1 Gennaio 2020)
"Cari amici, comprese le sorelle Benedettine, dopo questa rovinosa seconda rottura mi resta la TAC come ultimissimo controllo, poi esco. Cari, vi penso con rimpianto di non potervi vedere. Anche a voi consegno un pensiero che un istante fa spedivo ai preti di Fermo. Da tempo sto sperimentando che la grazia passa più attraverso l’impotenza che il poter fare. Ora lo sperimentiamo un pò tutti. Vi sono vicino" (4 Marzo 2020)

La sofferenza lo aveva plasmato restituendogli quel volto dolce nascosto sotto una corazza di ferro, ma che appariva tutto in quel sorriso bello che lo rendeva luminoso.
L’ultima volta che lo abbiamo visto è stato il 5 Novembre 2019, venuto “sua sponte” a ritirare il dolce che gli avevamo preparato per il compleanno. Alla richiesta di mandare qualcuno, mi ha risposto: “Vengo io, voglio vedervi!” : quasi un presagio, confermato anche dal fatto che non aveva nessuna fretta e ch’era quasi “infastidito” dall’insistente squillo del cellulare che lo distoglieva dal momento fraterno con noi. Difatti, escludendo telefonate e messaggi, non lo abbiamo visto più né abbiamo potuto più comunicare in seguito con lui per evitargli emozioni che avrebbero potuto procurargli agitazione, secondo un messaggio che girava.
Caro Don Checco, all’improvviso è calato il sipario sulla tua briosa vita. Sei andato in Cielo in silenzio, ma sicuramente con la tua bella voce stai cantando le Lodi al Signore!

Madre M.Cecilia, Monastero Benedettine Fermo
ULTIME RIME PER DON CHECCO
Nostro carissimo monsignore
te sei andato senza far rumore,
la tua voce roboante
non emergerà più tra le tante.
Nessuno avrebbe mai immaginato
di salutarti senza commiato;
la santa Messa con Sua Eccellenza
ma del tuo gregge restavi senza;
ma noi c’eravamo, tutti in rete
per salutarti, amato prete.
Ci ha lasciati nello sconforto
ma noi sappiamo che non sei morto:
tu ci stai solo precedendo
dove già il Padre ti sta accogliendo.
La sua parrocchia ora ti piange
ma, unita come una falange,
come sempre tu le chiedevi
ripartirà come tu facevi:
con fede ferma e risoluta,
non rimarrà a lungo abbattuta.
Resterà sempre tra la tua gente
il tuo ricordo di gran combattente,
i tuoi ideali, la fede cristallina
che non ti lasciava senza benzina,
sempre più avanti, sempre più in là
per una maggiore solidarietà,
per tutti gli ultimi, per i migranti,
lo predicavi prima di tanti.
E poi tutti i giovani che in questi vent’anni
nonostante i crescenti affanni,
hai battezzato, amato e svezzato
e quindi alla fede hai generato.
Per tutti gli altri, il dono più bello
è questa chiesa che hai reso un gioiello,
di arte, colori e nuova struttura,
(da te) riempita di fede e cristiana cultura.
Proteggici ora dal Paradiso
e facci tornare di nuovo il sorriso
di giorni nuovi, di giorni belli,
facci sentire sempre fratelli
con Madre Chiesa e tutti i suoi Santi
fa’ che quaggiù Dio preghino in tanti.

I tuoi parrocchiani
Paolo
Caro Don Checco,
in questo tempo duro, con il mare in tempesta forza nove, è difficile tenere la rotta, la barca rischia di fare naufragio. Noi potremo riuscire davvero a salvarci solo confidando nel Signore, che è comunque a bordo, a poppa, e non si addormenta. Ma anche sentendo Te accanto a noi per sempre, che continui a spronarci nel Suo nome, a remare e a gettare le reti, a non mollare mai e ad andare avanti con “nerbo interiore”. “Coraggio, amici!” - ripetevi.
Impetra all’Altissimo per noi, continuamente, te ne prego, la Forza dello Spirito Santo, che Tu stesso non cessavi mai d’invocare. Amen.
Federica M.
Ho avuto modo di conoscerti in poche occasioni, ma sono stato subito colpito dalla tua gentilezza e dalla grandissima capacità di stare in mezzo alle persone, ma soprattutto dalla facilità che avevi nel diffondere il messaggio di fratellanza.

Riposa in pace don Checco
Edoardo
Hai salutato mio padre nel suo ultimo viaggio, hai accompagnato il mio bambino nel suo ingresso alla vita, con l'affetto sincero e severo che sapevi regalare. Ci sgridavi e ci abbracciavi con la stessa decisione, senza mai fare sconti. Ti abbiamo voluto bene, caro don Checco, ci mancherai...
Angelica
Il tuo ricordo vivrà sempre in me e alcuni momenti vissuti insieme faranno sempre parte della mia vita. Abbiamo percorso insieme tanti anni, un bel pezzo di strada, quante ore in parrocchia, quanti campi scuola. Ho ben stampato in mente il tuo sorriso, il tuo sguardo schietto e sincero. Mi hai inseganto il valore della preghiera, mi hai sempre detto "prega quando ne senti il bisogno perché si deve avere sete di Dio". Sei sempre stato un prete fuori dal comune, hai sempre capito tutto al volo, hai sempre compreso tutte le sfaccettature di ogni situazione. Mi ricorderò sempre le nostre discussioni o arrabbiature, perche ci sono state, ma son sempre finite in una risata o in un abbraccio e se ora ci ripenso sorrido. Voglio ricordarti anche quando mi sgridavi, quando mi prendevi in giro, quando ti chiedevo le ostie dopo la messa perche mi piacevano tanto. Sei stato un grande punto di riferimento per me per tutti gli anni che ho vissuto vicino alla tua chiesa. Grazie Don Checco. Ora proteggici da lassù e continua a guidarci come hai sempre fatto.
Silvia
Sei arrivato nella nostra parrocchia con una tempesta di acqua e vento: lo Spirito si è presentato in tutta la sua potenza. La storia con te non poteva perciò andare diversamente. Sostenuto dallo Spirito, con tenacia e perseveranza hai instancabilmente predicato e incarnato il Dio della gioia, perseguita attraverso l’impegno a vivere una vita non banale, non tiepida, ma sempre significativa in Cristo.
Grazie don!
Oggi mi piace accompagnarti con questo estratto dalla veglia durante la quale per la prima volta abbiamo pregato per te e con te. E non possiamo non sentire ancora una volta l’invito a riprendere come comunità il cammino senza paura, a scendere dal monte verso la vita ordinaria e a intraprendere il grande viaggio.

Dalla veglia di preghiera per l’arrivo del nuovo parroco (1999)

Dal Vangelo di S. Matteo, 17, 1-7
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse: “Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: “Alzatevi e non temete”.
La reazione dei discepoli al dono della trasfigurazione è quella di fermare la bellezza di cui hanno fatto esperienza: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia” (Luca 9, 33). La bellezza però non è possesso, è dono e come tale va donata, non trattenuta: ai discepoli prostrati in adorazione e presi da grande timore Gesù, avvicinandosi e toccandoli, dice: “Alzatevi e non temete”. È l’invito a riprendere il cammino senza paura, a scendere dal monte verso la vita ordinaria e a intraprendere il grande viaggio ... È l’invito rivolto anche a noi a proseguire il nostro pellegrinaggio ... sapendo che Egli è con noi e che perciò la vita è bella ed è bello impegnarsi per il Regno. È l’invito ad accogliere, annunciare e condividere con tutti la Bellezza che salva. (C. M. Martini, Quale Bellezza salverà il mondo? Lettera pastorale 1999-2000)
Monica (zia)
Ti ho conosciuto da quasi due anni e non ho alcuna foto ricordo di te, ma hai trovato subito un posto nel mio cuore per la tua capacità di accoglienza e di schiettezza, il calore e la saggezza, quella che coniuga la cultura col buonsenso, e non ha paura di niente. Ho provato nelle 4-5 chiacchierate la vicinanza di un fratello maggiore e l'apertura mentale di un bambino. Mi hai fatto sentire a casa, quando entravo in chiesa, finalmente!
Te ne sei andato in silenzio, tu che alzavi la voce; senza un suono, tu che amavi cantare con generosità; afflitto, nel corpo martoriato. Vai libero,adesso: avrai un coro di anime ad accoglierti, generose come te, profonde e leggere come te e ci sarai vicino e nel silenzio ti ascolteremo, chiaro! GRAZIE DON CHECCO. Mille volte GRAZIE!
Anna Maria Rita
Caro Don Checco,  sono entrata in parrocchia quando ero una bambina, e anche se non sono passati moltissimi anni, posso solo essere grata per avermi aiutato a crescere e a diventare la ragazza che sono oggi. Mi hai permesso di entrare a far parte a tutti gli effetti della parrocchia, credendo sempre in me e cercando di far emergere sempre il meglio di me stessa. Perché tu eri così, non accettavi mai un no e alla fine io cedevo sempre. Mi hai fatto conoscere persone che sono state e continuano ad essere molto importanti per la mia vita e non smetterò mai di ringraziarti per questo. Ora però è difficile pensare che, quando entrerò in parrocchia, non ti sentirò più chiamarmi con quel nomignolo che tanto odio, ma che tu imperterrito continuavi ad usare per punzecchiarmi, perché sapevi quanto sono permalosa.
Grazie per i tuoi campi scuola che non dimenticherò mai! Sono certa che ora continuerai a vegliare su di me da lassù. Ti voglio bene Don.
Elisa
Caro mio Don Checco in questi tre anni che ho avuto la fortuna di fare parte della tua vita, della tua parrocchia sono stati molto belli. Mi fa ancora ridere il nostro primo incontro dove mi hai sgridato, mi ricordo ancora la dolcezza con la quale mi hai accolto dopo e tutta la fiducia che hai messo in me. Mi mancherai tantissimo, mi mancherà a coccolarti, a portarti le marmellate. Spero di rincontrarci la su. CIAO mio caro DON❤️
Claudia
Caro Don Checco,
con le parole non siamo mai stati bravi, ma per te cerchiamo di fare uno sforzo.
Abbiamo ripercorso tutti i momenti vissuti insieme e ci siamo resi conto di quanti doni ci hai fatto: ci hai permesso di vivere la parrocchia come una seconda famiglia, accompagnandoci da poco più che bambini alle persone che oggi siamo. Il percorso di crescita non è stato sempre facile, perchè tu sei sempre stato un uomo ed un parroco fuori dal comune, ci hai sempre spronato a dare il massimo e non sopportavi di vedere ragazzi banali, accontentarsi di vivacchiare senza dare il proprio meglio. Non è stato semplice, ma ci abbiamo provato con te sempre accanto, dandoci non solo il tuo esempio ma anche l’opportunità di essere educatori. Ciò ci ha permesso di rafforzare ancora di più il nostro rapporto con te e di questo te ne saremo per sempre grati.
Come se ciò non bastasse ci hai fatto un ultimo grande dono, sei anni fa siamo partiti con te per il Camposcuola in Sicilia, e sei diventato punto di riferimento per il nostro rapporto di coppia che avevi capito prima ancora che noi ce ne rendessimo conto. Da lì in poi sei stato il nostro più grande sostenitore, tanto che non vedevi l’ora di sposarci e non sai quanto ci mancherai quel giorno!
Siamo certi che comuqnue sia continuerai a vegliare su di noi.
Non ti auguriamo buon viaggio, ma un buon Campo Scuola!
Ti vogliamo bene
Alessandro e Caterina
Sai Donchi, Io ho avuto un grande dono: averti incontrato e aver potuto compiere insieme a te un lungo tratto di strada.
Sei stato un amico, un padre spirituale, un insegnante, un compagno di tantissime esperienze e anche di belle discussioni; ma soprattutto, semplicemente, tu ci sei stato.
In tanti momenti della mia vita tu eri lì, accanto a me, un punto fermo.
È molto difficile immaginare la vita senza di te ma ti prometto che saprò trasmettere ciò che mi hai donato, ti prometto che ce la metteremo tutta per realizzare le nostre piccole vocazioni.
Ti voglio tanto bene
Marika
Caro Don Checco, da molti anni in parrocchia partecipo alla Santa Messa feriale quasi tutti i giorni, anche perché ho visto in te una figura paterna, un pastore e una guida che comprendeva le mie necessità spirituali, ma anche un amico. Di fronte alle fatiche e ai momenti bui della vita, considero la partecipazione quotidiana alla Santa Messa un momento fondamentale per proseguire il cammino della fede; e importanti sono state per me le confessioni, nonostante i miei peccati e le mie cadute non mi hai giudicato, ti sei sempre mostrato una guida misericordiosa ed esemplare. Ricordo con tanta nostalgia i colloqui che ho avuto con te, frequenti negli ultimi mesi, quando dopo il primo intervento chirurgico ti confidavi circa il tuo stato di salute. E la sera mi telefonavi o dicevi che mi stavi aspettando, perché a causa dei forti dolori purtroppo non avevi ancora la forza fisica per andare a chiudere il portone della Chiesa principale.
Negli ultimi anni alcune volte mi sono arrabbiato con te, ma anche durante queste circostanze ti ho considerato sempre come una guida spirituale, e non ho resistito alla voce del mio spirito che mi ha portato a riconciliarmi perché mi sono sentito parte della comunità parrocchiale che hai sempre amato e perché ti considero parte importante della mia vita, amico in Cristo.
E poi al termine dello scorso anno mi avevi proposto di diventare Ministro Straordinario dell’Eucarestia, io non ero d’accordo e tu hai insistito perché accettassi, e di questo ti ringrazio.
Arrivederci Don Checco e … Buona Domenica.
Simone
Caro don Checco, siamo qui oggi per dirti che ti vogliamo bene e per ringraziarti di avere speso gli ultimi venti anni di vita con noi e per noi, e di come in questo ultimo periodo più che mai, ci hai insegnato a vivere nell'amore.
Hai vissuto la Settimana Santa ripercorrendo le tappe della passione di Cristo. Hai salito il tuo calvario, e sei salito sulla tua croce, e giorno per giorno ci hai dato la tua testimonianza di fede, come sacerdote e come uomo.
Nel silenzio e nella solitudine dei tuoi giorni "hai ascoltato e riscoperto la ricchezza di Dio". Nell' attraversare il deserto hai scoperto che Lui è tutto, e solo quando eri esausto e scoraggiato hai aperto le braccia ed hai " riscoperto la ricchezza della sua misericordia".
Anche tu hai sperimentato la solitudine di questi tempi bui ed hai già elaborato nuove modalità di relazione , "guardiamoci da lontano ed abbracciamoci per abituarci ad abbracciarci da lontano, guardiamoci da vicino senza abbracciarci per abituarci a staccarci dalle umane sicurezze...." che dire sei sempre un passo avanti agli altri...
Parlo al presente ma potrei parlare anche al futuro, perché tu continuerai ad insegnare!
Ci consola il fatto che ora stai godendo della luce del giorno senza tramonto, con la schiera degli angeli e dei santi.
A presto!
Tutti noi
Larita a nome di tutta la parrocchia per l'ultimo saluto prima della sepoltura.
A te caro amico e confratello Checco. Un grazie per esserci stati vicini, per aver condiviso parte del cammino di fede, per aver condiviso momenti di fraterna gioia e difficoltà. In questi ultimi momenti della tua esistenza terrena sei vissuto solo, hai sperimentato la tristezza di Gesù nel Getsemani, confortato in alcuni momenti dalla voce di amici, don Giordano e don Paolo che rendevano presenti le nostre voci e il nostro cuore. Sappiamo quanto desideravi vederci e sentirci vicino, ma la quarantena ci ha tenuti lontani, ma solo fisicamente. Sei passato dal Getsemani alla croce, alla tomba.... ma quando ti seppelliranno non sanno che sei un seme. Crediamo, anche se con il cuore in gola e sconcertati, che la tua non è la morte ma dormi. In vita hai sentito le nostre voci prima di lasciare il mondo, ma ora, ne siamo certi, come Lazzaro, non lasciarti prendere dalla paura, tendi l'orecchio, ascolta il grido di chi ha vinto la morte: '' Francesco... vieni fuori ''. In Cielo puoi raccontare che ti vogliamo bene e crediamo che Cristo ha vinto la morte e il male. La tua preghiera per noi ci aiuti a non scoraggiarci, ad essere sempre testimoni della presenza del Risorto, ci stimoli ad andare avanti con la barca nonostante la tempesta, perché sulla barca non siamo soli. Grazie Checco. I tuoi cari amici e compagni di avventura. Tuo amico e confratello, don Salvatore
Don Salvatore Fermo
Mi piace condividere la poesia di Alda Merini, che inserii nel saluto che porsi a don Checco, a nome di tutta la Comunità, il 10 novembre 2019, in occasione del suo compleanno, del ventennale del suo ingresso in parrocchia e del “bentornato” dopo il primo intervento chirurgico.

Per sentire l’abbraccio del dolore bisogna pregare affinché il dolore non distrugga le nostre povere forze, perché la carne terrena come la morte non diventi un cane randagio mangiato da mille lupi.
Così si diventa eterni, vestendo la propria carne di miseria e tenendo per se’ quella conoscenza dell’amore che è data solamente ai santi e ai profeti.
Ogni cosa bella diventa peritura nelle mani degli uomini, ma ogni cosa bella baciata da Dio diventa una rosa rossa piena di sangue.

Gli riletto questa stessa poesia in uno dei giorni del suo ricovero in Ascoli, credendo che insieme alla preghiera e alla musica anche la poesia contribuisce a lenire il peso della malattia.
E don Checco tornò a commuoversi.
Caro don Checco, mi piace ricordarti come l’Amico, schietto e sincero, con il quale ho condiviso idealità e progetti.
Come Presbitero e Pastore mi hai ascoltata, confortata, hai esaudito la mia “sete della Parola”, mi hai seguita e sostenuta nei miei cammini di Fede.
E di tutto questo ti sarò sempre grata.
Le vetrate illuminate della nostra bella chiesa alimenteranno il ricordo di te.
Ciao don Checco! IN DEO CANDIDI TIBI SOLES.
Gabriella B.
Gabriella
"Le ombre si distendono scende ormai la sera
e si allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.

Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà."
In ricordo di tutti i tuoi campi
Caro don Checco, la tua breve esperienza missionaria in Moldavia, insieme ai tuoi giovani, ha lasciato un segno, perché sorriso e passione sono una testimonianza che inonda il cuore di chi ti incontra e ti vuol bene. Non è un momento di tristezza, anche se adombra il cuore, perché sacerdoti come te non amano vedere gli amici tristi. Questo è il tuo grande insegnamento. Chi ti ha conosciuto in Moldavia ti dice grazie, ma la vera gratitudine te la sta già manifestando il buon Dio. Guidaci e continua a sorridere. Don Cesare e gli amici della Fondazione Regina Pacis (Moldavia).
Don Cesare Lodeserto!
Caro Don Checco, in tanti momenti della nostra vita ci sei sempre stato con la tua forza ed il tuo sorriso. Ci hai tenuto in braccio da piccolini immergendoci nel fonte battesimale e dandoci la vita in Cristo.
Tieni aperto il nostro cuore ai grandi sogni e sostienici affinchè il nostro sguardo sappia sempre guardare in alto verso Dio perchè come dicevi sempre tu...la vita va "graffiata".
Con immenso affetto.
ANNALISA,LEONARDO E ALESSIA
Non riusciamo a sostenere un dolore così grande ed è difficile far comprendere in poche righe l'importanza che hai avuto nella nostra vita, soprattutto nel nostro cammino di crescita. Grazie per la tua vita e la tua vocazione interamente dedicate a noi giovani; grazie per averci indirizzato, supportato e ascoltato. Mi mancheranno immensamente i tuoi abbracci e le tue parole rassicuranti quando ti raccontavo delle mie incertezze e del miei smarrimenti. D'ora in poi ci sentiremo persi perché sapere di non poterti trovare in parrocchia è un vuoto incolmabile. Ma di una cosa siamo certi: non ti sentiremo mai distante dai nostri cuori. E' stato un cammino meraviglioso! Porteremo i tuoi insegnamenti ovunque noi saremo. Mancherai tantissimo.
Chiara e FrancescoMaria
Ti voglio bene Don Checco, non ti dimenticherò mai. ❤️
Andrea Poggi, bimbo del Catechismo.
Ciao caro Don Checco... dopo vent’anni insieme... campi scuola, cresima, funerali, matrimonio e battesimo di Francesco Paolo è con questa foto che voglio farti il mio ultimo saluto 🥰 ricordo benissimo tutti i nostri momenti insieme... con il tuo carattere da duro ma dal cuore tenero... ricordo come se fosse oggi la tua vicinanza e la tua presenza con il cuore e con le preghiere durante i nostri giorni più brutti o ancora il giorno del matrimonio o la domenica che mi hai benedetto il pancione o la cerimonia del battesimo... così come ricordo benissimo tutte le tue “prediche “ tanto lunghe quanto vere e piene di significato...non realizzo ancora di non rivederci più... non realizzo ancora che non ti troverò più dietro la sacrestia a strapparti un pizzicotto o un abbraccio...ma questo sorriso resterà per sempre con me. Ci siamo voluti bene e ora proteggici da lassù ❤️ riposa in pace un ultimo abbraccio forte forte
Silvia Luciani
Ti vogliamo Bene Don Checco. Sei stato sempre presente. Su tutti al bisogno. I camposcuola. In montagna noi bambini felici di stare con te. Giocare a nascondino a campana. Ma le regole le sapevi dare stiamo sempre nel tuo cuore ❤️ 🙏
Vincenzina salvatori
Ti arriva un messaggio e ti accorgi di quanto possa essere fugace e imprevedibile la vita... Mi sembra di essere nel mezzo di un incubo, surreale, ma poi osservo la Croce e Lui ci ricorda che per arrivare alla Resurrezione bisogna passare prima per la sofferenza della carne, così anche il nostro amato Don Checco è dovuto passare per la sofferenza per poi ritrovarsi ora nella Pace dell'anima.
È con Te Donchi che ho trascorso la mia infanzia con la catechesi e la Sacra Comunione ma soprattutto è con te che ho vissuto la mia adolescenza, il percorso verso la Cresima poi sei stato Tu a darmi quella spinta positiva nel dire quel "sì" nel continuare con il gruppo "giovanissimi", inoltre è da non dimenticare i miei primi 2 camposcuola ai quali ho detto di sì grazie a Te, al Tuo sostegno, perché Tu hai sempre creduto in me, mi sono sempre sentita tua nipote, coccolata e protetta da Te, nei Tuoi abbracci io mi ci perdevo ma sapevo di essere al sicuro. Io che ti dicevo di non fumare e Tu che mi dicevi ironicamente che quelle sigarette ti facevano bene... Le tue prediche erano semplici, dirette, amichevoli... Per me Tu non eri semplicemente un Prete... Bensì il mio punto di riferimento al quale sono accorsa ogni qual volta ne avessi avuto bisogno; ora anche se nulla sarà uguale a prima, Tu eri il fulcro, il perno di Fermo, ma sono sicura che ora da Lassù Tu ci proteggerai e veglierai su di noi, e ci Benedirai ogni qual volta Tu vedrai che ne avremo bisogno! Non mi resta che dirti Grazie Donchi, grazie davvero per tutto quello che hai fatto per noi, per tutte quelle volte che ti sei spezzato per noi, come facevi Simbolicamente ogni Domenica nell'Eucarestia! Non credo di avertelo mai detto, ma ora da lassù sicuramente mi sentirai, ti voglio bene! Riposa in pace Don Checco e prega per noi!
Sara Cerretani (la tua Saretta)
Sconvolta perché tu hai sempre creduto in me e mi hai fatto capire sempre tante cose, hai fatto della preghiera un modello di vita, mi hai insegnato a guardare avanti a testa alta perché mi dicevi sempre, Dio ci vuole felici non martiri, eri venuto per la benedizione dell'inaugurazione dei puzzle di papà perché sapevi ci tenevo tanto, sei stato tu in ospedale da mamma a correre per darle un saluto prima che mi lasciasse, mi chiedevi sempre di Sara dicendomi sempre parole molto belle, mi avevi promesso tante cose, l' ultima a febbraio quando abbiamo fatto un incontro di preghiera e ancora un po' sofferente mi dicevi scherzando che era dura ed io ti dicevo che non potevi star male perché io avevo bisogno di te e tu me lo avevi promesso... Ora oltre a dirti grazie riesco solo a piangere la grande persona che sei sempre stato per me, non un prete ma il prete... Ora quel libricino di preghiera che tu mi hai regalato l' ultima volta che ci siamo visti sarà fatta pensando a te ogni volta...
Ciao Don Checco mi mancherai tantissimo... 😥❤️
Katia Ravaschieri
Ti vogliamo bene Don Checco,
non sai quanto ha pianto Andrea e quanto è immenso il suo dolore per la tua perdita. Come è incredulo e forte pure il mio. Fai buon viaggio, Gigante buono, che il Paradiso ti sollevi da tutte le sofferenze patite. Quando i nostri bimbi faranno la Comunione, tu sarai lì con noi. Grazie di tutto ❤️
Mamma Roberta ed Andrea
Ogni volta che entreremo nella nostra Chiesa, "la Tenda di Dio in mezzo alle tende degli uomini in attesa" ricorderemo le stupende illustrazioni delle vetrate che tu frequentemente ci elargivi.
E lì, ogni volta, tu sarai presente, ci aiuterai a comprendere le scritture e a vivere concretamente il Pane spezzato.
Abbi cura di noi
A. e C.
Checco, guardo le tue foto e sento la tua voce e mi manca quell'abbraccio impetuoso, forte che mi partiva ogni volta che ti incontravo, come a tenermi stretta un tempo passato di attese, progetti, sorrisi, quel cuore ingenuo pieno d'amore che plasmavi a copia di Cristo. Ricordi indelebili, di strada, campi scuola, amicizia, di prove corali la sera. Condivisione di momenti gioiosi e tristissimi che cementano le vite. Con un pizzico di gelosia e invidia per i tuoi parrocchiani ti chiedevo:"quando torni Checco?" E mi rispondevi: "se torno-dovete impegnarvi così tanto, ma così tanto..." e comunque dai messaggi che leggo, non ti avrebbero lasciato andare. Sei sempre stato la mia forza ma come all'angolo, da tirar fuori al bisogno. Non è così che va, vero Checco? La forza deve essere costante, soldati attenti a promuovere il meglio ogni giorno. E così mi porto via il tuo sorriso, il tuo abbraccio, la tua voce a sostegno della mia fragilità nel testimoniare Cristo. Sarai sempre il mio Checco, il mio speciale Don Checco.
Ferrera
“ La Comunità intera della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova, seppure attonita ed addolorata, festeggia la nascita in Cristo di Mons. Francesco Monti, “Don Checco” e vuole esprimere gratitudine a Dio per il privilegio di averlo avuto come Padre e Pastore, per i suoi doni e talenti, elargiti a noi “a piene mani”: il dono della Parola, spezzata con coerenza, forza , generosità e competenza, per l’ascolto, il conforto, la guida, la simpatia, intesa anche come piena ed attiva compartecipazione ai bisogni di tanti, soprattutto degli ultimi, dei meno fortunati, per la capacità di indignarsi di fronte alle ingiustizie e alla indifferenza del nostro tempo, per la sensibilità nel leggere i mutamenti della storia e della società, per la fede piena, rigorosa, schietta ed intelligente, per la dedizione ai giovani, ai quali ha trasmesso sempre, con voce potente ed accogliente ed instancabile, la passione per la Parola di Dio e per la vita, portandoli a credere in se stessi e a diventare significativi nella comunità parrocchiale e nella società, per averci amati, tutti, nelle nostre fragilità.

“Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Gv 11, 25-26).
I suoi parrocchiani
Eri venuto a casa nostra per tenere incontri prematrimoniali. Ti eri arrabbiato quando, senza essermi presentato, per telefono ti avevo comunicato la data del mio matrimonio: "Ma che sono un manico di scopa?" avevi tuonato dall’altra parte della cornetta. Una bella provocazione per uno come te che non ha mai accettato l’idea della Chiesa erogatrice di servizi. Perché tu eri parroco e alla comunità mettevi a disposizione la tua vita, le tue energie. Ogni volta che alzavi il calice e l’ostia nell’atto di consacrazione, al sacrificio di Cristo sull’altare univi il tuo. "Prendetene e mangiatene tutti" per te significava anche: "prendete la vita di questo sacerdote, le sue idee, le sue passioni, le sue mani". Così il parroco venne da me. "Padre quando facciamo il prossimo incontro?" ti chiesi. "Non me chiamà padre eh!". Eppure lo eri a partire da quella visita. Lo sei stato per noi tutti. C’erano momenti in cui lo si percepiva con forza. Quando presiedevi la liturgia dei tempi forti, circondato dalla tua comunità che volevi riunita come gli israeliti accorsi al suono del jôbêl: dovevano esserci tutti , dai lattanti ai vegliardi. Ci chiamavi a raccolta il Giovedì Santo quando, inginocchiato, adoravi il Cristo Eucaristia al centro della chiesa. Non dovevamo mancare la notte di Pasqua, quando aprivi la veglia con un exultet potente che squarciava la notte. Chi veniva a messa la domenica perché non era rimasto sveglio doveva sentirsi ripetere : "la Pasqua è un'unica celebrazione che va dal Giovedì Santo alla veglia di Pasqua". Toccava accontentarsi delle briciole di una gioia che altri avevano assaporato pienamente. Anche per il tuo compleanno la comunità ti si stringeva intorno. Una volta di domenica, tenuta la messa, ti aspettava un viaggio. "Il momento più bello" ci dicesti "fu quando salutai tutti e partii dal piazzale". Voglio pensare che anche adesso ci stai guardando dallo specchietto retrovisore, sorridendo.

Una sera, durante un incontro di catechesi per adulti, ci spiegasti "esiste un facile trucco per sentirsi sostenuti, sollevati, portati e supportati". E allungato il braccio, apristi davanti a noi la tua mano forte e grande dicendo: "immaginatevi che questa sia la mano di Dio. Quando pensate di non farcela più, quando il peso sulle spalle vi sembra schiacciante, fatevi cadere nella mano di Dio e vi sentirete subito più leggeri". Avevi ragione. L’immagine della mano di Dio che accoglie e protegge in ogni momento ci accompagnerà per sempre. Grazie di esserci stato per noi.
Francesco, Meli, Bianca e Federico
Grazie Don Checco,
per aver dato un senso alla nostra giovinezza,
legandola per sempre al valore dei tuoi insegnamenti,
alle emozioni delle “veglie tendenti all’alba”, ai colori dei campiscuola,
e alle risposte che sempre hai dato alle nostre domande di giovani in ricerca sulla strada di Cristo.
E per un attimo abbiamo pensato: “ Signore, da chi andremo?”
I tuoi giovani
Mi ricordi anni belli. Mi ricordi momenti di condivisione e confronto. Mi ricordi la carezza dopo ogni parola severa, la voce grossa nel cantare e lieve nella preghiera. Con te se ne va un pezzo di tutti noi, inutile negarlo.
Hanno messo una tua foto in parrocchia, mentre ridi, l'ho vista poco fa. E, insieme a te, ho sorriso anche io.
Grazie Don, e buon viaggio!
*
Ciao Don Checco, il mio ricordo bellissimo che ho di Te, quando hai sposato mio figlio, non dimenticherò mai le tue parole ogni volta che ci si incontrava mi dicevi sempre " hai un figlio d'oro e rispettoso ". Fai buon viaggio Don Checco ci mancherai tanto.
Vincenzo Catena
Ciao don Checco mi dispiace tanto che sei andato così presto ....sono contenta che ti ho conosciuto e ho condiviso con te le festività religiose di ultimi anni...e che ci hai fatto sentire il bene che tu ci volevi a tutti noi...mi sentivo bene ogni volta che ti incontravo...addio caro don Checco e che riposi in pace
Carmen
Ciao grande dono dei miei anni giovanili e grazie per avermi sostenuto nel servizio regionale all'ACI...so che sei nella gloria del Signore prega per noi in questo terribile momento che tutto il mondo sta vivendo.
Daniela Meschini
Io, non so che dire, non mi sembra neanche vero che sia sparito, così, dal nulla.
Neanche mi ricordo l'ultima volta che l'ho visto,
So solo che mi manchera, perché per me è stato come un nonno e non mi dimenticherò mai di lui.
Mi ricordo una volta che gli avevo fatto una piccola croce in legno che poi si è tenuto spero che se la ricordi e preghi per me.
Alessio P.
Le nostre vite si sono incrociate per caso e dal quel momento non si sono più separate. Abbiamo frequentato il corso per fidanzati di cui ti occupavi e poi abbiamo scelto te per celebrare il nostro matrimonio. Ti abbiamo subito riconosciuto come una persona capace di amare e donarsi gratuitamente, senza risparmiarsi, pieno di iniziative volte a far capire a chiunque quanto è bello sentirsi figli Dio e fratelli. E poi la tua prima caduta, il primo ostacolo affrontato con grinta e tenacia che certo non ti mancavano. Ed io ero lì, in quelle mattine difficili, la pasta e il caffè, dicevamo, erano il modo migliore per affrontare le nostre giornate, distanti ma uniti nel pensiero. Dopo qualche mese eri di nuova "sulla breccia" come dicevi tu, impegni in parrocchia, messe, riabilitazione, giornate piene che però ti davano tanta soddisfazione. Ed infine quel maledetto pomeriggio, la spalla; da lì hai veramente preso su di te la croce. Tante volte abbiamo creduto che il peggio era passato per poi ricrederci, tu stesso dicevi che sarebbe stata la fine ma ancora continuavi a combattere perchè ritornerò in piedi, mi avevi detto. Lasci un grande vuoto, "ngorbu" se grande. I tuoi insegnamenti, i tuoi sorrisi, i tuoi abbracci, le tue parole forti rimarranno come pietre nel sentiero della nostra vita. Proteggi la nostra famiglia, guidaci ovunque tu sia e saluta mamma Flora che nominavi sempre!!
Valentina e Luca
Per me che l'ho accompagnato per tanti anni, Don Checco e soprattutto le sue liturgie erano lo specchio della vita: impegnative (non sapevi mai cosa sarebbe potuto succedere), ma di sicuro valeva sempre la pena di viverle pienamente.
Grazie per averci sempre chiesto di puntare in alto.
Sandro
Se penso a Don Checco non posso che ringraziare Dio per averlo donato a me
e alla mia famiglia. L'amore che mostrava per tutti e l'enorme fede che trasmetteva, sia con i fatti che con le parole, mi ha sempre testimoniato la sua grandezza e l'esistenza di Dio. Una persona umana ma santa allo stesso tempo. Con lui Dio era a portata di mano! Mi mancherà tantissimo ma allo stesso tempo so che ci sarà sempre. Ciao Don Checco, padre spirituale, amico e sempre punto di riferimento.
Chiara
Caro Don Checco
grazie per il tuo esempio e per la tua Vita. Cresciuta con te in Parrochia, dall'adolescenza all'età adulta, serberò sempre nel cuore i tuoi richiami ad una vita significativa, mai banale e alla necessità di crescere spiritualmente e moralmente.
Le tue omelie, le meditazioni che hai preparato per noi erano sempre un chiaro richiamo ad un amore che si fa azione concreta, che si fa carne e sangue.
Anche nei tuoi ultimi giorni in ospedale, quando ti abbiamo accompagnato come comunità parrocchiale con la chat , tentando una staffetta di affetto che non ti facesse sentire mai solo, sei rimasto in comunione con noi ..il tuo corpo sperimentava, come negli ultimi mesi, la sofferenza e la fragilità, ma la tua mente no, era salda, ferma nella fede...ancora ti chiedevi, con fede, cosa Dio volesse da te in quei momenti e ci hai ricordato come Cristo si affermò come Dio solo nel momento in cui si annullava come uomo...ancora grazie di questo mirabile esempio e di questa testimonianza... ora sei volato tra le braccia di Dio e godi le fragranze del cielo.
Con imperituro affetto Gioia
Gioia
Caro Don Checco, oggi è il giorno del dolore e dello smarrimento, ma tutto quello che hai fatto ci permetterà di andare avanti con forza e determinazione, nel solco dei tuoi insegnamenti.
Ricordo che in occasione della preparazione al matrimonio ogni momento della cerimonia è stato pensato, ragionato, sudato con te! Quando abbiamo dovuto scegliere il brano del Vangelo, però, siamo andati diretti al brano di Matteo della casa sulla roccia perchè era quello che ci auguravi, di costruire il nostro futuro su basi solide...Quale migliore augurio potevi farci tu! Nonostante le incomprensioni, i patimenti, la fatica, hai sempre cercato di fornirci, come comunità, delle basi solide sulle quali crescere e di questo ti saremo sempre grati. Sarai la stella che segnerà il nostro cammino e ci guiderà lungo le strade della vita. Grazie per essere stato con noi...
Lucia
Caro Don Checco, tu per me sei stato tutto: un padre, un nonno, un amico... Mi dispiace che tu hai sofferto così tanto, ma mi consola che adesso non soffri più e sei accanto a chi ti ha dato la vita, Gesù!
Grazie delle tue benedizioni che mi ha dato, degli abbracci, i sorrisi e dei saluti gioiosi che ci siamo scambiati dal balcone da quando ho iniziato a camminare. Mi mancherai!
Io e la mamma pregheremo sempre per te nel ricordo prezioso che ci hai donato
Elena Sofia Pomili
Quelle poche volte che rimanevamo da soli in parrocchia eravamo io e donc faccia a faccia, parlavamo molto, mi chiedeva sempre cosa facessi tutto il giorno e come andava in generale la mia vita.
Sapeva sempre come aiutarmi, un punto di riferimento per tutti e un'amore mai smesso di crescere.
Sarà molto più difficile ora che non sei qui con noi, ma siamo sicuri che ci proteggerai tutti in ogni singolo momento.
Addio roccia ti ho sempre stimato e voluto bene, ora riposa in pace.
Grazie donky
P. M
Hai fatto tante cose per tante persone, avevi un modo duro per esprimerti ma era sempre efficace per far comprendere al meglio le tue intenzioni e i tuoi pensieri.
Grazie per esserti preso cura di noi
Grazie per aver amato i nostri figli
Grazie per non aver mai rinunciato a nessuna situazione che ti si poneva davanti anche se a volte era insormontabile.
Grazie per aver condiviso con alcuni di noi alcuni lati del tuo carattere che solo chi ti viveva quotidianamente conosceva. Al campo scuola trascorravamo ogni giorno insieme e mi ricordo ancora delle tue incursioni in cucina.. Mi mancheranno molto sai? Ci sarebbero così tante cose da dire ma sarebbe inutile scriverle qui perché la maggior parte di esse penso che le hai capite dalla nostra presenza, dal nostro esserci. Speriamo un giorno di incontrarci da qualche parte e nel frattempo continua a proteggerci da lassù come hai fatto fino a adesso..

Momó
M
Non è facile articolare frasi e pensieri dopo lo scherzo che ci hai fatto. Sì scherzo, perché per noi Giovani, ti sei mostrato sempre con il sorriso, pronto ad accoglierci tra le tue braccia ogni volta che ne avevamo bisogno. Chi ti ha vissuto, anche solamente ascoltando una delle Tue prediche, sa che ogni parola uscita dalla tua bocca non era mai banale ed era quella Giusta.
Sei stato una guida, un amico, un sacerdote, una roccia, un educatore... Un uomo vero con una forza di volontà unica.
Grazie di tutto
Ciao Don Che!
Simone
Condivido questa foto perché sembra di sentire la sua voce imponente, dirompente, sconvolgente e soave......come era lui!
Monica Marziali
Monica Marziali
Grande Don Checco , abbiamo avuto il piacere di far parte della tua Parrocchia per gli ultimi
14 anni . Abbiamo celebrato i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima alle due figlie , però nonostante ciò, io non ero un assiduo frequentatore , e ricordo che qualche volta che venivo a messa , o quando accompagnavo le figlie ai campi scuola , si leggeva sul tuo volto la felicità, perché il tuo piacere era quello di raggruppare la Comunità e trasmettere ai giovani il volersi bene ed aiutare il prossimo.
Grazie Don Checco , ci mancherai.
S.P.
Sacerdote capace di attirare fedeli compiendo la missione di fare Chiesa.
Riposi in pace.
Ludovico
Caro donc, non me lo sarei mai aspettato che potesse succedere una cosa del genere ad un uomo forte come te. Mi sento incolpa per tutte le volte che ti dicevo che venivo solo perché ero obbligata da i miei ma ora sto capendo che quando ti dicevo una cosa simile tu ci rimanevo male anche se forse noi non abbiamo avuto un rapporto tanto forte come penso che hai avuto con gli altri. Io volevo solo una cosa da te , volevo sentirmi dire da te che c è la potevo fare con il tuo aiuto, finita la mia cresima che speravo che tu fossi lì con me, io speravo che tu mi dicessi “visto c è l’hai fatta e sei arrivata fin qui “ e volevo renderti felice perché volevo diventare una come Sofia, Rebecca, Beatrice e tutte le altre e gli altri educatori. Grazie donc di tutto davvero❤️... sempre nel mio cuore
S.
S
Sei stato un grande, un grandissimo! Te lo ricordi? Te lo dicevo sempre "sì un grande Donché". Grazie per tutte le esperienze che abbiamo vissuto insieme, per la strada ricca e diversa che ci hai fatto fare. Avrei voluto salutarti in mille modi diversi e invece devo farlo così con un semplice messaggio. Va bè, pazienza.
Ho trovato questa preghiera di Don Tonino, che tu amavi tanto e che mi ricorda tutte le volte che ci salutavamo, che mi davi la tua benedizione e mi dicevi di riportarla a casa a Marika e ai bimbi:
Vi benedico da un altare scomodo,
ma carico di gioia.
Vi benedico da un altare coperto da penombre,
ma carico di luce.
Vi benedico da un altare circondato da silenzi,
ma risonante di voci.
Sono le grazie, le luci, le voci dei mondi,
dei cieli e delle terre nuove che,
con la Risurrezione,
irrompono nel nostro mondo vecchio e lo chiamano a tornare giovane.
Amen! Alleluia!
Andrea